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Emas e Distretti

Premessa

L’articolo 37 del Regolamento Comunitario 1221/2009 (EMAS III) prevede che gli Stati membri incoraggino le Autorità locali, in partecipazione con le Associazioni industriali, le Camere di commercio e le altre parti interessate, a fornire specifica assistenza a distretti di organizzazioni al fine della diffusione di EMAS e delle relative registrazioni, evitando costi superflui soprattutto per le organizzazioni di piccole dimensioni e prevedendo un approccio per fasi che porti alla registrazione.

Il medesimo Regolamento definisce i distretti come “un gruppo di organizzazioni indipendenti collegate tra loro per vicinanza geografica o attività imprenditoriale, che applicano congiuntamente un sistema di gestione ambientale”.

Al fine di attuare tali disposizioni, il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit ha approvato in data 22/02/2011 la nuova Posizione sull’applicazione del Regolamento EMAS sviluppato nei distretti (cluster), che succede alla precedente Posizione dello stesso Comitato approvata in data 23/04/2007 sull’applicazione del Regolamento EMAS sviluppato in ambiti produttivi omogenei (APO). Questa nuova Posizione non ha cambiato in maniera significativa quella precedente, anche se ha comunque formalizzato una serie di orientamenti in materia maturati negli ultimi anni in sede di Comitato EMAS, peraltro già noti anche ai Verificatori accreditati.

La nuova Posizione sui distretti (cluster) del 22/02/2011 parte proprio dalla positiva esperienza riscontrata con gli APO, che ha evidenziato come la convergenza di strategie tra pubblico e privato possa determinare risultati significativi ai fini degli interventi per la valorizzazione del territorio, per evolverla in riferimento alle evidenze sino ad ora emerse negli esistenti APO ed alle nuove disposizioni in materia previste dal Regolamento 1221/2009 (EMAS III).

Con la nuova Posizione il Comitato prevede dare maggiore enfasi al modello, proponendo a tutte le parti interessate, di considerare l’accordo pubblico-privato come uno strumento di miglioramento ambientale e una Buona Pratica di gestione, dove:

  • il processo di sensibilizzazione e responsabilizzazione del governo locale nel considerare gli aspetti/impatti ambientali critici del distretto,
  • la definizione di ruoli, responsabilità e competenze dei soggetti coinvolti,
  • l’individuazione e la messa a disposizione di mezzi e risorse adeguate,

sono il prerequisito per l’attuazione di un programma ambientale con obiettivi di performance condivisi tra le parti, finalizzato al miglioramento degli impatti ambientali dell’area interessata ed avente come obiettivo interno al distretto stesso il soddisfacimento, da parte delle organizzazioni, dei requisiti del Regolamento EMAS.

L’entità mista pubblico-privato a tali fini costituita viene identificata come “Soggetto Gestore”.

Questo soggetto, che rappresenta il distretto nei confronti dell’esterno, deve confrontarsi con tutte le organizzazioni e/o loro rappresentanti al fine di pervenire alla definizione di un accordo finalizzato al miglioramento delle criticità ambientali derivanti dai processi che insistono nell’area distrettuale.

Il Soggetto Gestore deve adoperarsi per:

  • migliorare la percezione ed il rapporto della comunità locale nei confronti dello stesso insediamento, dando evidenza, attraverso opportuni indicatori, di un miglioramento delle performance di distretto;
  • fornire un supporto metodologico alle singole organizzazioni appartenenti al distretto per la progressiva adozione di EMAS, pur mantenendo un approccio globale verso il miglioramento della qualità ambientale del territorio;
  • consentire alle organizzazioni di sviluppare il loro sistema di gestione ambientale beneficiando delle semplificazioni del percorso EMAS derivanti dall’appartenenza al distretto;
  • rimuovere ostacoli che la singola organizzazione non potrebbe affrontare con le sole proprie forze (es. viabilità, infrastrutture, servizi comuni, formazione, ecc…);
  • eseguire l’analisi ambientale del distretto;
  • effettuare gli audit;
  • elaborare/raccogliere documentazione riguardante best practices attuate dalle organizzazioni nel distretto;
  • individuare forme di semplificazione e/o facilitazioni e sostenere la loro attuazione nei confronti delle autorità e Enti preposti al riconoscimento e/o delibera;
  • favorire lo sviluppo e l’attuazione di sistemi di gestione;
  • elaborare il report ambientale.

Deve in proposito essere evidenziato che la nuova Posizione relativa all’EMAS sviluppato nei distretti prevede specifiche disposizioni relative alle semplificazioni e alle sinergie, suddivise in:

  • sinergie del territorio, relative ad elementi sinergici che un territorio può sviluppare; sono elementi di auspicio e sono a carico del Soggetto Gestore;
  • semplificazioni del percorso EMAS, valide solo per le organizzazioni presenti nel distretto, sono concesse dal Comitato che le diffonde anche ai Verificatori Ambientali per una loro corretta interpretazione.

Si rimarca in particolare l’importanza delle sinergie di cui al punto a), in quanto chiamano direttamente in causa gli attori del territorio, evidenziando come queste rappresentino la capacità dei soggetti deputati alla governace di un distretto di dare effettiva significatività al percorso EMAS, introducendo ad esempio facilitazioni e meccanismi di premialità per le imprese virtuose.

I soggetti pubblici e privati (autorità locali, CCIAA, associazioni di categoria, ecc.) che si impegnano ad aderire alla nuova Posizione del Comitato EMAS del 22/02/2011 sull’applicazione di EMAS nei distretti (cluster), in conformità a quanto previsto dalla medesima, saranno riconosciuti dal Comitato EMAS medesimo attraverso il rilascio di uno specifico “Attestato”, avente validità triennale, a seguito di una verifica effettuata da un Verificatore accreditato.

L’attestato rilasciato dal Comitato ha l’obiettivo di dare un riconoscimento formale al soggetto che si è prodigato a livello territoriale per creare le sinergie necessarie a mitigare gli impatti ambientali e a raggiungere valide performance di area, nonché per favorire la progressiva adesione EMAS delle imprese ed in particolare delle PMI. Alla data di redazione del presente documento sono stati rilasciati nel nostro Paese 9 attestati di Distretto o APO.

La lista delle organizzazioni che ha ottenuto tale riconoscimento è pubblicata al seguente indirizzo:
http://www.apat.gov.it/certificazioni/site/it-IT/Accreditamento/Documentazione/Documenti/elenco_apo.html

Esiste poi un ulteriore e successivo riconoscimento, che rappresenta un’impegnativa evoluzione dell’Attestato, denominato “Registrazione di Distretto EMAS”; questa registrazione può essere conseguita solo quando tutte le organizzazioni del distretto risultano registrate EMAS.

Alla data di redazione del presente documento nessun distretto ha ottenuto tale riconoscimento.

Requisiti per l’ottenimento dell’Attestato di Distretto o APO

Si riportano di seguito i requisiti che devono essere rispettati dal Soggetto Gestore per l’ottenimento dell’Attestato di Distretto o APO ai sensi della Posizione del Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit sull’applicazione del Regolamento EMAS sviluppato nei distretti (cluster) approvata in data 22/02/2011.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla citata Posizione del 22/02/2011.

1. Politica Ambientale

La Politica Ambientale deve stabilire i principi condivisi ed impostare il modus operandi di tutte le successive attività evidenziando:

  • l’adesione di tutti i soggetti interessati (pubblici e privati) ed in particolare il fattivo coinvolgimento di tutti i soggetti locali che hanno possibilità di gestione, controllo ed influenza sulla futura programmazione dei miglioramenti ambientali;
  • la durata dell’accordo, che deve essere coerente con i tempi necessari al raggiungimento degli obiettivi generali prefissati;
  • la corretta individuazione dei ruoli, delle responsabilità e della struttura deputata al mantenimento;
  • l’identificazione delle risorse umane e finanziarie necessarie allo svolgimento delle attività a carico del Soggetto Gestore, citandone la fonte.

2. Analisi Ambientale

L’Analisi Ambientale deve “fotografare” lo stato dei processi eseguiti nel distretto e gli aspetti ambientali da questi derivanti, con evidenza dei relativi impatti e deve essere articolata in due parti:

  • Analisi degli aspetti e degli impatti ambientali connessi alle attività e ai processi produttivi caratterizzanti il Distretto; questa analisi ha anche lo scopo di consentire alle singole organizzazioni di valutare gli aspetti/impatti ambientali connessi ai propri cicli produttivi;
  • Analisi del contesto territoriale sul quale gli aspetti e relativi impatti ambientali incidono e valutazione del livello di criticità.

Tutti le informazioni ed i dati raccolti per la predisposizione dell’Analisi Ambientale sono funzionali alle fasi successive ed in particolare alla definizione del Programma Ambientale. L’analisi ambientale deve essere rivista ed aggiornata al variare delle condizioni iniziali.

3. Programma Ambientale

Il Programma Ambientale rappresenta lo strumento di pianificazione per la governance ambientale del Distretto, contenente gli obiettivi e le azioni condivise fra le parti (pubblica e privata), che si fanno carico di attuarlo per le rispettive competenze. Come previsto dalla Posizione del Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit sull’applicazione del Regolamento EMAS sviluppato nei distretti (cluster) del 22/02/2011, il Programma Ambientale deve comprendere:

  • Azioni: definizione delle azioni concrete da attuare per il raggiungimento degli obiettivi/traguardi e specificazione della loro sequenza cronologica;
  • Responsabilità: assegnazione, per ogni azione pianificata, delle responsabilità di esecuzione alle aree/funzioni aziendali interessate;
  • Mezzi e risorse: descrizione dei mezzi e delle risorse di carattere tecnico-professionale, finanziario necessarie per lo svolgimento dell’azione;
  • Tempi: definizione dei tempi previsti per l’esecuzione dell’azione;
  • Indicatori: individuazione di opportuni indicatori ambientali attraverso i quali misurare la performance.

Il Programma Ambientale deve essere periodicamente monitorato, al fine di valutarne lo stato d’avanzamento.

4. Indicatori di prestazioni ambientali

In riferimento alle novità introdotte dal Regolamento CE 1221/2009 (EMAS III) devono essere misurate le prestazioni ambientali del distretto attraverso l’utilizzo di appositi indicatori, che dovranno essere adeguati agli impatti ambientali significativi individuati. E’ quindi necessario definire un set di indicatori che consentano di monitorare nel tempo l’andamento dei parametri ambientali significativi.

5. Comunicazione interna ed esterna

Il Soggetto Gestore deve garantire la periodica comunicazione a tutti gli stakeholders del territorio:

  • del programma ambientale del relativo stato di avanzamento;
  • dei risultati ottenuti inerenti gli impatti ambientali significativi;
  • della struttura di riferimento per ottenere ulteriori informazioni.

Tale comunicazione può essere effettuata, ad esempio, tramite un sito web o uno sportello deputato alla diffusione delle informazioni significative a tutte le parti interessate. Al fine dei suddetti obblighi di comunicazione risultano fondamentali gli indicatori di cui al precedente punto 4.

Punti di forza e punti di debolezza dell’applicazione di EMAS ai Distretti/APO Alla luce delle esperienze in materia di EMAS applicato ai Distretti/APO sin qui maturate, derivanti dai 9 Attestati di Distretto o APO sino ad ora rilasciati, è possibile fare un primo bilancio dei punti di forza e dei punti di debolezza di questi sistemi.

1) Punti di forza

  • Consente al sistema delle imprese di trovare momenti di dialogo con le PA locali per risolvere congiuntamente problematiche ambientali spesso irrisolte da tempo nonché per affrontare congiuntamente le novità normative in materia ambientale applicabili al contesto; la sola formalizzazione di un tavolo “pubblico/privato” che coinvolge i diversi attori del territorio, finalizzato a superare criticità territoriali e ad intraprendere percorsi di eco-sostenibilità delle produzioni e/o dei servizi, viene percepita con fiducia da parte del sistema delle imprese.
  • Permette di coinvolgere in maniera fattiva le più importanti realtà produttive del territorio, che si rendono disponibili ai diversi livelli (fino ai vertici aziendali).
  • L’elaborazione dell’Analisi Ambientale determina maggior consapevolezza delle pressioni generate dal Distretto/APO.
  • Facilita l’accesso all’informazione ambientale, aspetto spesso critico per le PMI, abbassando conseguentemente il rischio di un mancato rispetto della normativa di settore e quindi la potenziale esposizione a sanzioni.
  • Una buona promozione di EMAS permette di stimolare anche le aziende più piccole e, quindi, predisporle meglio a partecipare ad un percorso di Distretto/APO.
  • L’impegno alla comunicazione sull’EMAS e sui risultati conseguiti può consentire di mitigare elementi di conflittualità con le comunità locali e contribuire a creare un’“immagine verde” che può determinare positivi ritorni sia alle imprese (in termini di competitività sui mercati) che alle PA locali (in termini di aumentato consenso).
  • Il modello Distretto/APO si è rivelato estremamente adeguato per la crescita dei territori.

2) Punti di debolezza

  • Tempi molto lunghi e risorse rilevanti necessarie per il completamento del percorso Distretto/APO, in particolare per la fase di Analisi Ambientale.
  • Reperimento delle risorse per la gestione e mantenimento dell’Attestato Distretto/APO.
  • Difficoltà da parte delle imprese del Distretto/APO, ed in particolare da parte delle PMI, nell’adozione di EMAS e nel conseguimento delle relative registrazioni, dovuta sia ai costi di implementazione iniziale che ai successivi costi di gestione.
  • Scarsa percezione di ritorni di competitività da parte delle imprese del Distretto/APO, ed in particolare da parte delle PMI, dovuta a una non approfondita conoscenza di EMAS e ad una sfiducia nella capacità che il mercato (o perlomeno alcuni mercati) riconosca una valenza alla registrazione EMAS.
  • Scarsa propensione della PA ad incoraggiare e a riconoscere un valore alle imprese virtuose dal punto di vista ambientale, attivando ad es. meccanismi di premialità, quali es. riduzione della tassa comunale sullo smaltimento dei rifiuti, riduzione della tariffa di depurazione acque reflue, semplificazioni amministrative, previsione di incentivi/sgravi fiscali, ecc.
  • Difficoltà nell’individuazione degli strumenti con cui misurare le performance di un Distretto/APO, con riferimento alle diverse dimensioni: aspetti ambientali, modalità organizzative, sviluppo dell’EMAS sul territorio, ecc.
  • Utilizzo di strumenti di supporto all’AAI (es. software, data base normativi, ecc.) non sempre e coerenti con le informazioni disponibili a livello locale ed al relativo contesto.
  • Eterogeneità delle attività produttive aderenti al Distretto/APO (aspetto variabile a seconda dei Distretto/APO).
  • Modesta diffusione delle informazioni prodotte nell’ambito delle azioni per l’ottenimento ed il mantenimento dell’attestato.
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